martedì, settembre 25, 2007

Red Sparowes - Every Red Heart Shines Toward the Red Sun

Dopo, due album, ep e split, possiamo apprezzare il terzo capitolo della super band di Los Angeles, un'opera ben più matura della precedente, la quale peccava in ripetitività e coinvolgimento, nonostante fosse un bellissimo album.
Se nei primi capitoli si avvertivano le radici metal della band, nei nuovi brani la vena è molto diversa e più delicata soprattutto, a tratti sembra di riascoltare i Pink Floyd, in A Message Of Avarice... è molto evidente.
L'esecuzione dei brani è da brivido, le progressioni e i suoni si destreggiano fra post-rock e post-metal, le ambientazioni al limite fra il desertico e l'apocalittico affascinano, ascolto dopo ascolto. In Every Red Heart Shines Toward the Red Sun l'angoscia è meno presente rispetto ai lavori precedenti e la sperimentazione ha ampi spazi, che rendono questo il loro album migliore.

venerdì, settembre 21, 2007

Jimmy Chamberlin - Life Begins Again

Ricordate il batterista degli Smashing Pumpkins? è tornato.
Gli Zwan sono stati l'occasione giusta per Chamberlin di incontrare Billy Mohler, fondare la band e realizzare il primo lavoro, proponendo uno stile, stettamente legato alla fusion.
Per i più attenti, il tocco fusion/jazz di Chamberlin si percepiva anche "ai tempi" degli Smashing Pumpkins, in Stereecrawler vien fuori tutta l'esuberanza di uno dei più grandi batteristi del nostro secolo, accompagnato dal bellissimo basso distorto di Mohler.
Questo Life Begins Again, ha le carte in regola per essere ricordato a lungo: fusion, rock e progressive si fondono armonicamente, arricchiti dall'imprevedibità e dalle sperimentazioni che la band propone, oltre che dalle incredibili prodezze tecniche di Jimmy Chamberlin. Non mancano ospiti illustri fra cui Rob Dickinson (cugino del più famoso Bruce Dickinson) e niente meno che l'amico Billy Corgan, che presta la sua inconfondibile voce in Loki Cat.
Un lavoro abbastanza difficile da inquadrare, eclettico ma godibilissimo.
In definitiva cosa sarebbe Tonight, Tonight, senza Jimmy Chamberlin?

giovedì, settembre 20, 2007

Final - 3


Final è uno dei tanti progetti di Justin Broadricks, un progetto in cui innegabilmente si riversano sperimentazione e aspetti legati ad esperienze passate. 3 è l'ultimo capitolo di una serie di EP, singoli e raccolte, ultimo non soltanto cronologicamente parlando: i suoni e le atmosfere sono di un fascino unico. Ambient è poco per descrivere queste onde di suono che si sovrappongo di continuo, vien davvero difficile immaginare che le origini di questo artista abbiano a che fare con il grindcore.
Traccia dopo traccia si percepisce una malinconia negativa e persuasiva, l'atmosfera perfetta per ritrovarsi da soli in un posto dimenticato da tutti, nella calma più totale, magari osservando l'immobilità delle montagne e di quello che ci circonda, scenari spesso suggeriti dal nome stesso dei brani.
Psichedelico, noise, atmosferico e trascinante, l'album sfiora le corde delle emozioni in maniera anomala ed inaspettata.
Meno innocente dei Sigur Rós, meno oscuro e pesante di Tim Hecker, semplicemente Justin Broadricks.

domenica, gennaio 07, 2007

2006

Il 2006 anno pari e come vuole la tradizione ha regalato pochi album, soprattutto per il mio palato. Sono andato più spesso a cercare cose interessanti negli anni precedenti.
Comunque resta il fatto che è stato un anno molto movimentato, particolarmente in prospettiva 2007, anno che sarà ben più ricco di quello appena trascorso.

1 |Jesu.Silver

Rischierei di ripetere quanto già detto, un'ep certo, ma che ep! capace di competere con i migliori lavori post-metal degli ultimi anni se non superarli, proprio nel momento di più totale calma. Un flusso trascinante e imponente, un muro di suono tanto pesante quanto dolce, malinconico ed avvolgente.

2 |Mogwai.Mr Beast

Lavoro ben diverso dai precedenti per la band di Glasgow, in alcuni casi la pesantezza dei brani è irriconoscibile nel loro stile. Album che ha sicuramente deluso molti fan di vecchia data, ma a mio parere di assoluta qualità.

3 |Tim Hecker.Harmony in Ultraviolet

Una delle sorprese dell'anno per me. Album capace avvolgere con suoni inebrianti, fra echi e melodie ipnotiche arricchite da un tocco di inquietudine ed oscurità. Il Canada resta una terra di grandi promesse musicali.

4 |Thom Yorke.The Eraser

Album antipasto per i fan dei Radiohead, lavoro completamente elettronico per il caro Thom. Largo spazio a sperimentazioni che tuttavia si lasciano ascoltare con grande tranquillità, insomma nulla di sbalorditivo questo The Eraser, ma sicuramente una delle cose buone del 2006.

5 |I Love You But I've Chosen Darkness.Fear is on our side

Con questo album voglio essere più che altro simbolico, perchè band che meritano questa posizione ce ne sono molte, ma si contendono tutte le stesse sonorità, fra cui i She Wants Revenge. Insomma solito discorso che si ripete ormai da qualche anno per questi figli illegittimi degli anni '80, che non smettono di farsi ascoltare, travolgendoci per mesi. Questo album sicuramente fra i più riusciti e completi degli ultimi anni.

6 |Isis.In The Absence Of Truth

Gli ISIS sono indirizzati sempre più verso una direzione melodica, i tempi di Oceanic sembrano lontanissimi, le sonorità sono maturate anno dopo anno, regalandoci questo bellissimo album.
Probabilmente il migliore della loro carriera.

7 |Killing Joke.Hosannas From the Basement of Hell

Dopo l'omonimo del 2003 tanto pesante quanto carico, ci si immaginava un pò di relax per Jaz Coleman e soci, difficilmente ci si sarebbe aspettati un'album ancora più pesante e tirato, ed invece eccolo.
Brano dopo brano verrete trascinati via dall'adrenalina immortale dei Killing Joke.

8 |She Wants Revenge.She Wants Revenge

Non poteva mancare certamente, un'altra novità targata 2006!
Al primo ascolto possono ricordare gli elettronici Bravery, ma con una voce molto meno effettata dei colleghi newyorkesi. Un'album godibilissimo con brani davvero eccellenti.

9 |Deftones.Saturday Night Wrist

Altra band che ha saputo rinnovarsi anno dopo anno, i suoni sono andati con il tempo ad ovattarsi e l'atmosfera ha avuto la meglio sui suoni ruvidi dei primi tempi. L'elettronica non ha mai invaso eccessivamente il suono di questa band, e in questo caso più che mai.

10|Peeping Tom.Peeping Tom

Il progetto più POP che Patton abbia concepito durante questi ultimi anni, sicuramente ci si sarebbe potuti aspettare di tutto dal camaleontico ex-Faith No More, quì in collaborazione con artisti del calibro di Del Naja, Amon Tobin, Bebel Gilberto.....ecc Un'altro album da non lasciarsi sfuggire, per giunta packaging dell'anno!

mercoledì, dicembre 13, 2006

I notturni - playlist

La musica è strettamente legata alle emozioni, la musica è emozione, pertanto ogni momento della propria vita ha la sua musica. Dal giorno in cui siamo incazzati e mettiamo su il metalcore più ignorante che ci passa fra le mani, al giorno malinconico che andiamo sul post-rock devastante. Ma capita spesso di avere voglia di qualcosa che crei atmosfera, qualcosa di notturno, che non abbia necessariamente un umore, anche se leggermente oscuro e tetro.
Durante gli anni '60, '70, '80 come si provvedeva a questa necessità? Le risposte sono diverse, ma dagli anni '90 e in particolare dall'ondata del "Trip-hop" in poi, la scelta si è ampliata notevolmente grazie a nomi come Massive Attack, Portishead, Tricky, Lamb, Sneaker Pimps.
I Massive Attack sono stati i pionieri del genere e per molti anni hanno saputo evolversi oltre a conservare l'integrità della band, attualmente retta dal solo Del Naja(3d). Le altre band, chi più chi meno, si sono disperse, ma si sono fatte avanti proposte derivate dallo stesso periodo storico, da Amon Tobin ai Boards of Canada.
I vecchi Massive Attack, probabilmente, non hanno l'asso nella manica per stupirci di nuovo, ma gli ultimi lavori (100th Window e la colonna sonora di Danny The Dog), ci lasciano ben sperare per una qualità futura inattaccabile.

Insomma, se dovessi creare questa tanto desiderata atmosfera spazierei molto ed andrei a pescare anche in periodi storici diversi e non legati a quanto detto poco fa.
Probabilmente tutto questo è soggettivo, insomma potreste non condividere, ma è una semplice, proposta.

Soundtrack consigliata (120' - 117')
La sequenza è ragionata per avere degli andamenti durante l'ascolto rispetto alle ritmiche e alle melodie.

1.Massive Attack - Risingson
2.Thom Yorke - Black Swan
3.Tricky - Pumpkin
4.Depeche Mode - The Darkest Star
5.The Black Heart Procession - The Visitor
6.Nine Horses - Darkest Bird
7.Smashing Pumpkins - Blue Skies Bring Tears
8.Amon Tobin - Four Ton Mantis
9.Mogwai - Nick Drake
10.Guapo - Sakura
11.Martin Gore - I Cast A Lonesome Shadow
12.Pelican - Aurora Borealis
13.Martin Grech - Elixir
14.The Cure - Fear Of Ghosts
15.Pearl Jam - Long Road
16.Nick Cave - Wonderful Life
17.Radiohead - Where I End And You Begin
18.Portishead - Undenied
19.Editors - Fall
20.Piano Magic - Crown Estate
21.Boards Of Canada - Slow This Bird Down
22.M83 - Slight Night Shiver
23.Nine Inch Nails - The Great Below

martedì, ottobre 10, 2006

Jesu - Silver

Gli ultimi mesi sono stati estremamente fruttuosi per gli amanti del post-metal: In The Absence Of Truth degli ISIS, Somewhere Along The Highway dei Cult Of Luna, e difficilmente ci dimenticheremo del EP degli Jesu, Silver! Infatti, il magistrale progetto di Justin Broadrick ha stupito dagli esordi, per poi evolversi in maniera incredibile. L'esordio, Heartache, completamente suonato da Broadrick, aveva un suono molto duro e carico, fra industrial e post-rock, poi l'omonimo, che ha segnato una svolta: le atmosfere si sono intensificate e i suoni si sono arrotondati; non provavo sensazioni così trascinanti da The Eye of Every Storm dei Neurosis, ma sono passati due anni, altre band si sono fatte avanti e c'era bisogno di una svolta. La voce, in queste band, è una delle cose che lascia molti ascoltatori perplessi, la musica invece risulta estremamente piacevole o addirittura intoccabile, anche se tale discorso non vale per me. Gli Jesu non possono che mettere d'accordo un po' tutti, dato che la caratteristica degli Jesu, oltre ai suoni avvolgenti e trascinanti, è la voce, che, in puro stile drone, accompagna gli altri strumenti in un flusso costante.
Insomma, il capolavoro è fatto: durante l'ascolto verrete travolti dal muro di suono tanto pesante quanto dolce, malinconico ed avvolgente. Basta che vi lasciate trascinare.

sabato, settembre 09, 2006

Nine Inch Nails - Still

Difficile definire questo lavoro dei NIN! Inizialmente presente come bonus disc nel live della band And All That Could Have Been poi scomparso per alcuni anni, per poi ricomparire, finalmente, sul sito ufficiale della band. Quindi attualmente rappresenta una forma di ep, venduto singolarmente ed unicamente sul sito ufficiale, ma la sua importanza nella discografia dei NIN è fondamentale. Sono presenti brani come l'omonima And All That Could Have Been e la finale Leaving Hope, che sono fra i brani più belli mai realizzati dalla band; poi oltre ad altri interessanti inediti, ci sono delle bellissime versioni alternative di The Fragile e The Day The World Went Away.

Still si presenta come una raccolta di dieci brani semi acustici, dall'atmosfera malinconica e notturna, che riescono a trascinare l'ascoltatore in un turbinio di emozioni avvolgenti, quanto intense.
I NIN di Wish, Happiness in Slavery, The Art of Self Destruction, è come se non fossero mai esistiti, un'altra band, un'altro Reznor. I momenti di riflessione in quest'album sono disseminati ovunque e la frenesia non ha alcuno spiraglio. buon viaggio.